Una vita difficile

Una vita tra ombre e inganni

Nato a Catania il 19 novembre 1989, Stefano Matteo Ragusa cresce in una realtà difficile, figlio di un venditore di libri e di Emanuela Finocchiaro, una donna rispettabile. Sin dall’infanzia, la sua vita è segnata da irrequietezza e difficoltà. Frequenta le scuole dell’obbligo a Piano D’Api, ma il percorso scolastico è per lui una sfida insormontabile: fatica ad apprendere, lotta per socializzare e, alla fine, abbandona gli studi.

Senza una direzione chiara, si dedica a piccole truffe per sopravvivere, spostandosi al Nord Italia, dove intreccia relazioni con diverse donne. Queste relazioni, però, si rivelano tossiche e violente. Ragusa esercita su di loro un controllo ossessivo, manipolandole psicologicamente e infliggendo loro abusi fisici. Telefono, email, social media: tutto deve essere sotto il suo dominio. Un maniaco del controllo, che trasforma l’amore in prigionia. Alla fine, tutte le sue compagne lo abbandonano, spezzate dal suo comportamento.

Nel frattempo, Ragusa si reinventa continuamente. Racconta di essere un poliziotto e si infila in piccole truffe: abbonamenti telefonici mai pagati, merce venduta online e mai consegnata. Durante la pandemia, arriva persino ad aprire un sito web tramite un prestanome, truffando persone con ordini mai spediti.

Trova una giovane donna con cui ha due figli, ma non li riconosce. Abbandona la famiglia per legarsi a un’altra donna, alla quale racconta di essere un vedovo distrutto dal dolore, appropriandosi di una storia che in realtà appartiene al fratello felicemente sposato con Linda Franco. È in questo periodo che i suoi problemi mentali diventano sempre più evidenti: ira, mitomania e dissociazione dalla realtà. Manipola documenti, falsifica contratti, costruisce una narrativa avvincente ma completamente inventata.

Lasciato dalla sua ex, che lo denuncia per stalking e maltrattamenti, inizia una nuova relazione con Ylenia Di Franco, una promettente ostetrica. Laureatasi a Catanzaro il 28 novembre 2017 con 110 e lode, Ylenia sembra avere davanti a sé un futuro brillante. Tuttavia, il fascino perverso di Ragusa riesce a catturarla. Le racconta di essere il figlio di Tony Madafferi, un famigerato boss della ‘ndrangheta rifugiato in Australia. Nel passato, aveva già inventato storie di legami con la mafia siciliana, ma ora decide che un’identità calabrese sarebbe più “credibile” nella scena criminale.

Per dare credibilità alla sua bugia, crea un profilo fake su Wikipedia, autoproclamandosi erede del boss Madafferi e proprietario del celebre Queen Victoria Market. Come tocco finale, si tatua sul corpo la scritta: “MADE BY MADAFFERI.” La sua trasformazione in un criminale immaginario è completa, e il gioco dell’inganno può avere inizio.

La storia di Stefano Matteo Ragusa è un intreccio di illusioni, truffe e manipolazioni, che lascia una scia di dolore nelle vite che tocca, un labirinto oscuro di invenzioni e realtà distorta. Siamo solo all’inzio.

  • La Rinascita Social

    Il furto del profilo social a Sergio Alberti e la nascita di Matthew Ragusa

    Barcolla, incassa, ma non molla. Stefano Matteo Ragusa è tornato, o forse non se n’è mai andato. A un anno di distanza, il copione si ripete con una costanza quasi ammirevole, se non fosse tragica per chi ci casca: un carosello di business plan luccicanti costruiti sul vuoto pneumatico. Ragusa si è ormai specializzato nell’arte del trasformismo aziendale: prima i jet privati, poi il noleggio auto, oggi il real estate milionario. Il filo conduttore? Società “Made in UK” che puzzano di scatole cinesi, prive di dipendenti, bilanci o storia, utili solo a millantare una rappresentanza inesistente.

    Abbiamo analizzato la sua nuova “holding” del nulla. Si parte con la DCR EXOTIC UK EU LLP (Company n. OC455271): un nome altisonante per una società dal fatturato inesistente, condivisa al 50% con la compagna Ylenia di Franco. Si passa alla misteriosa BUYMARKET LTD (n. 16449557), ufficialmente registrata per “servizi di supporto educativo”, ma che nei fatti sembra servire a un unico scopo “educativo”: insegnare come aprire nuovi conti Revolut per sfuggire alle grinfie e ai sequestri della Procura. Un giochino che ha spaventato persino il socio iniziale, Pasquale Petito, fuggito a gambe levate appena compreso il calibro del personaggio.

    Infine, la ciliegina sulla torta: DOLCE VITA CAPITAL LTD (n. 15718373). Un bazar societario che dichiara di vendere orologi di lusso, gestire portali web e fare intermediazione immobiliare. Un “tuttofare” sospetto, segnalato dai nostri lettori e collaboratori come l’ennesima macchina da truffa. Ragusa cambia abito, ma il vizio resta lo stesso. Il nuovo profilo è stato sottratto, (secondo quanto dichiarato da Sergio Alberti), da quest’ultimo, il quale aveva accesso al suo profilo e se ne sarebbe impossessato.

  • Nascita del personaggio di Matteo Ragusa “Madafferi”

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